Perché l'Uomo al centro di un Orizzonte?
Non un primato, bensì un Ponte.
La Coscienza è Una:
Calata nel mondo si frantuma.
Ciascuno dispone della Sua,
Così un Capitano si pone a Prua.
Partendo dalla Propria,
L'Uomo è in una Gabbia di Miopia.
Prigioniero in essa vi è però un Seme:
Dalla Voglia di Nascere esso freme.
Il contatto con l'Altro lo risveglia,
Cosicché venga meno ogni Briglia.
Questa sottile energia si chiama Amore;
Permea la pelle, ma parte dal Cuore.
Funziona come una calamita,
della Mente Cosmica attiva la matita.
E' così che si tracciano dei Percorsi,
Più significativi di quel che è la Mente a porsi.
Solo questa Forza ci porta Lontano,
Ma a volte ci catapulta come un Uragano.
Essa sempre parte dal Basso:
Altro non è che il Primo Passo.
Quando l'Interno raggiunge la Comprensione,
D'Amore l'Intero Mondo diventa Infusione.
Questo processo è Lungo e Travagliato,
Attraversa Sofferenze oltre l'immaginato.
Non basta sentirlo Raccontare
Se più in Là ci vogliamo Trasportare.
Percorrerlo nella Vita è Necessario,
Pena restare pesci in un Acquario.
È un Moto lento di Ascensione,
Ma inizia pur Sempre dall'Azione;
Non da un Treno preso alla Stazione.
Dall'Individuo viene il Primo Passo,
Anche se lo si paga a Caro Tasso.
Per giunta molto Spesso
Proprio dall'Errore Commesso.
Non è un Caso che questo avvenga,
È affinché certa Memoria si spenga.
In questo modo un Circolo può Terminare
Là dove qualcosa di Più deve Iniziare.
È così che di un Nuovo Orizzonte
L'Uomo ne diventa la Fonte.
F.M.
28 Maggio 2026 (giorno n. 332)
Buenos Aires, Argentina